Dopo anni di viaggi e paranoie, finalmente sono riuscito a perdere la carta di credito... in India... gandi feste stasera a New Delhi! O meglio, in un rigurgito di sindrome della casalinga, ho appesa la mia giacce nell'armadio (dove si e' mai vista una stanza d'albergo indiana disordinata???) e li' l'ho lasciata. La cosa "simpatica" e' che i ragazzi dell'albergo l'hanno trovata ed hanno gentilmente chiamato il mio ufficio in Mares per avvertire che avevo dimenticato la giacca! Dentro la tasca, oltre la carta, c'era pure un mio biglietto da visita.
Ma adesso parliamo dell'India.
Dopo un viaggio di quasi 600 km su un pulmino senza sospensioni, sono arrivato a Binkaner, da dove vi scrivo. Finora del luogo, ho solo visto la mia stanza, il suo cesso e questo pc.
L'arrivo a Delhi e' stato un po' impengativo: siamo atterrati alle 2 di notte ora locale, mezzora al cambio x non farsi fregare dei soldi e poi fuori nella notte e nella... nebbia!!! Sembrava di stare in pianura padana, una cosa che non mi sarei mai aspettato. Arrivo alle 430 in albergo e sveglia alle 9 x iniziare il giro... avete presente "la notte dei morti viventi (italiani)"? Beh, tutti e 13 eravamo in condizioni poco presentabili, ma abbiamo comunque visistato il red fort (molto bello), un po' di old delhi e una moschea nella periferia piena di scoiattoli e verde, molto evocativa... e, naturalmente, ci siamo respirati una quantita' spaventosa di smog...l'aria a volte e' irrespirabile, sia per il traffico (folle e rumorosissimo) sia per i miasmi che ti accolgono in alcuni vicoletti... e che vicoletti!
Siamo un po' l'attrazione quando giriamo per le strade, soprattutto in quelle delle piccole citta'. Sono tutti curiosissimi e ti salutano sempre con grandi sorrisi. Ovviamente, siamo anche vessati da bimbini in cerca di "bon bon", "shampoo" (giuro) e qualche rupia. Tra l'altro sono stato pure eletto cassiere del gruppo, quindi mi porto un marsupio sotto la maglia che maschera anche un po' la mia ciccia. E' un po' antipatico dover tirar fuori i soldi per pagare e sfilarli da enormi mazzette tenute con un nastro che sembrano uscite da una zecca (e qui, mi sa che di zecche ce ne sono tante e di varia natura, purtroppo).
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento